Quando una zona del corpo non funziona correttamente (per esempio a causa di una rigidità articolare, una vecchia cicatrice, uno squilibrio muscolare o un dolore cronico) il corpo attiva spontaneamente dei meccanismi di compensazione per mantenere la funzione e l’equilibrio.
Queste compensazioni sono strategie intelligenti: il corpo, infatti, cerca sempre di garantire la stabilità e il movimento con il minimo dispendio energetico. Se, ad esempio, una caviglia perde mobilità, il ginocchio o il bacino possono modificare il proprio assetto per permettere comunque di camminare in assenza di dolore.
Nel breve termine questo adattamento è utile, ma se la causa iniziale non viene corretta, il corpo mantiene nel tempo queste nuove posture “provvisorie e spesso non fisiologiche”, trasformandole in schemi abituali di movimento. Con il tempo questi schemi possono sovraccaricare muscoli, articolazioni e legamenti, portando a dolori, rigidità e squilibri posturali.
L’osteopatia interviene proprio su questi meccanismi: attraverso l’osservazione e il trattamento manuale, aiuta il corpo a ritrovare il suo equilibrio naturale, liberandolo dalle compensazioni e permettendo ai vari distretti di muoversi in modo armonico e coordinato.
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Attraverso l’osservazione, un’analisi attenta e test specifici e personalizzati, potrò individuare eventuali compensazioni o squilibri posturali per prevenire dolori futuri, migliorare la postura e favorire un benessere duraturo.
Compensazioni?!?
–> Adattamenti motori che permettono di svolgere attività nonostante una disfunzione (es. uso eccessivo di un lato per proteggere l’altro già precedentemente in disfunzione).
–> Possono coinvolgere: muscoli (ipertonia/ipoattività), articolazioni (iper o ipo-mobilità), fasce e persino il modo di respirare.
Effetti sulla postura:
- Alterano l’allineamento: ad esempio, una limitazione di movimento in un’articolazione lombare può portare a iperestensione toracica o a un carico maggiore su un arto.
- Generano asimmetrie: uno squilibrio tra muscoli agonisti/antagonisti altera la distribuzione delle forze e aumenta il rischio di microtraumi.
- Creano circoli viziosi: una compensazione aumenta stress su strutture secondarie che, col tempo, possono diventare nuove fonti di dolore.
Esempi pratici
Se una persona ha dolore alla spalla e limita il movimento, può iniziare a ruotare il busto o usare il collo per completare il gesto. Col tempo ciò causa tensioni cervicali o dorsali che non erano presenti all’inizio.


O ancora, anche i gesti quotidiani influenzano la postura. Passare molte ore seduti davanti al computer, ad esempio, può modificare l’allineamento corporeo senza che ce ne accorgiamo. Appoggiare i gomiti alla scrivania o sporgersi in avanti per guardare lo schermo porta progressivamente a sovraccaricare l’articolazione gleno-omerale (spalla) e la colonna cervicale, poiché essa tenderà ad anteporsi, questa abitudine può generare tensioni muscolari, rigidità e dolore a livello del collo, delle spalle e della parte alta della schiena.

Nei prossimi blog approfondirò anche tutti questi argomenti…
Ruolo dell’osteopatia
- Valutazione globale: si cerca la causa primaria (es. restrizione articolare, aderenze fasciali) e non solo il punto dolente.
- Trattamento funzionale: tecniche manuali per ripristinare la mobilità, riequilibrare i tessuti e migliorare la simmetria del movimento.
- Educazione al movimento: indicazioni su come modificare abitudini che mantengono le compensazioni.