Il dolore è la voce del corpo: un avviso che qualcosa non funziona come dovrebbe. Considerarlo semplicemente “fastidioso” o cercare di sopprimerlo senza indagare è come nascondere la spia della benzina senza controllare il serbatoio.
Il dolore attiva recettori (nocicettori) che trasmettono informazioni al sistema nervoso centrale.

Queste informazioni non solo descrivono la localizzazione del danno, ma riflettono anche alterazioni di movimento, tensione o infiammazione.
Spesso il punto dove si avverte il dolore non è la causa primaria: il corpo compensa e trasferisce sovraccarichi in altre strutture (dolore riferito).

Perché è utile ascoltarlo:
Indica una risposta adattativa del corpo (es. protezione di un tessuto irritato). 
Segnala schemi di movimento scorretti o sovraccarichi prolungati prima che si instaurino danni strutturali seri.
Fornisce al terapeuta informazioni preziose: tipo di dolore (acuto, sordo, bruciante), quando si presenta, cosa lo peggiora o lo migliora….
-> L’obiettivo non è eliminare il dolore istantaneamente a tutti i costi, ma comprenderne la causa e ristabilire le condizioni perché il corpo si autosostenga.
-> Un trattamento osteopatico mira a ridurre fattori che mantengono il dolore (restrizioni di mobilità, tensioni fasciali, disfunzioni posturali) oltre che a modulare la percezione del dolore.